Hai 50 anni, ti sei tolto lo sfizio: coupé di 15 anni, 5.000 cc, 20.000 €, la usi solo nei weekend.
Ti arriva il conto: bollo + superbollo come se fossi uno sceicco che brucia autostrade ogni giorno.
Il tuo vicino ha una utilitaria da 20.000 €, ci fa 25.000 km l’anno.
Intasa strade e parcheggi. Consuma molto di più.
Di superbollo, però, neanche l’ombra.
Benvenuto nel mondo del superbollo.
1. Cos’è davvero il superbollo
Extra-tassa sulle auto oltre 185 kW (circa 252 CV).
20 € per ogni kW oltre la soglia.
Sconti dopo 5, 10, 15 anni.
Dopo 20 anni si azzera del tutto.
Gettito: circa 100 milioni l’anno su centinaia di miliardi di entrate totali. Spicci.
Nasce nel 2011, in piena crisi:
“Dobbiamo fare cassa: facciamo pagare i macchinoni, così sembriamo duri con i ricchi.”
Perché non viene tolto?
Perché:
Abolire una tassa “sui macchinoni” fa subito il titolo: “regalo ai ricchi”.
Conviene tenerla in piedi, anche se economicamente ha poco senso.
2. Cosa fanno gli altri Paesi
Quasi nessun Paese tassa i kW nudi e crudi come facciamo noi.
Tassano impatto e valore, non solo la potenza.
Germania: bollo legato a cilindrata + CO₂ per km. Più inquini per km, più paghi.
Francia, Olanda, Nord Europa:
maxi tasse all’acquisto per auto con CO₂ alta o prezzo alto.
UK: sovrattassa annuale sulle auto nuove oltre una certa soglia di listino.
L’idea fuori dall’Italia è chiara:
“Colpisco chi compra nuovo, caro e impattante.
Non chi tiene una sportiva vecchia e la usa una volta a settimana.”
Noi invece:
IVA alta, accise alte, bollo alto…
e in più un superbollo sui kW, sganciato da km e CO₂.
3. Vantaggi: pochi, e più di facciata
3.1 Gettito
Lo Stato incassa qualcosa? Sì.
Ma in proporzione è quasi niente: circa 100 milioni su un mare di tasse.
3.2 Segnale politico
Permette di dire:
“Non tassiamo solo lavoratori e imprese, facciamo pagare anche chi ha l’auto potente.”
Fine dei vantaggi reali.
4. Svantaggi: qui si comincia a contare davvero
4.1 Mercato distorto
Dopo l’arrivo del superbollo:
Vendite e passaggi di proprietà delle auto oltre 185 kW crollano.
Le esportazioni di queste auto verso l’estero schizzano.
Il fisco incassa sì il superbollo…ma perde IVA, IPT, bollo regionale, manutenzioni, indotto.
Tradotto:
La tassa nata per fare cassa rischia di bruciare più entrate di quante ne porta.
Incasso diretto piccolo, danno indiretto grande.
4.2 Colpisce la potenza, non la realtà
Torniamo all’esempio, ma coi numeri.
Auto A: coupé 15enne, 250 kW
Soglia superbollo: 185 kW
Eccesso: 65 kW
Superbollo annuo ≈ 65 × 20 € = 1.300 €
Uso: 6.000 km/anno, pochi weekend.
Auto B: utilitaria 70 kW
Nessun superbollo.
Uso: 25.000 km/anno, tutti i giorni.
Chi viene colpito? A.
Chi impatta di più in un anno? B.
La tassa non guarda:
quanti km fai,
quanta CO₂ emetti in un anno,
quanto realmente pesi su strade e ambiente.
Punisce il potenziale, non il comportamento reale.
4.3 Segnale pessimo al settore
Messaggio implicito:
“Se compri o tieni un’auto ad alte prestazioni, sei un bersaglio fiscale.”
Effetto:
più targhe estere,
più auto intestate a società fuori Italia,
un pezzo di mercato ad alto valore aggiunto che se ne va.
4.4 Zero legame con strade e ambiente
Il superbollo non finanzia direttamente:
manutenzione strade,
progetti ambientali,
incentivi alla rottamazione.
Finisce nel calderone generale.
Non compensa l’impatto delle auto.
È solo un gettone in più nella slot machine fiscale.
5. Ha senso tenerlo?
Per fare cassa?
No.
Incassa poco.
Spinge via auto, operazioni, lavoro.
Il saldo complessivo può essere negativo.
Per l’ambiente?
No.
Non guarda CO₂ per km.
Non guarda i km percorsi.
Non tocca il vero problema:milioni di auto vecchie che girano ogni giorno.
Per “equità sociale”?
Molto debole.
Mette insieme:
SUV nuovo da 150.000 €
sportiva di 15 anni pagata 20.000 €
Non guarda reddito, patrimonio, utilizzo.
È un colpo di mazza, non un bisturi.
6. Cosa avrebbe più senso
Un sistema più sensato potrebbe essere:
Un solo bollo basato su:
CO₂ per km,
peso del veicolo,
classe ambientale (Euro).
Più peso alle accise sui carburanti:più km fai, più consumi, più paghi.
Se proprio vuoi colpire il lusso:
sovrattassa una tantum sulle auto nuove sopra una certa soglia di prezzo,
vincolo chiaro: quei soldi devono andare in un fondo visibile (strade, trasporti, transizione energetica).
Oggi il superbollo è questo:
pesa poco sui conti dello Stato,
pesa molto su una nicchia di appassionati e sul settore,
non migliora l’ambiente,
non è vera equità,
è soprattutto un messaggio politico travestito da tassa.
La domanda vera non è:
“Chi ha la macchina potente deve pagare di più, sì o no?”
La domanda vera è:
Vogliamo continuare a tassare la scheda tecnica,
o iniziare a tassare la realtà di come e quanto un’auto viene usata?
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